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LA CASA BIANCA

LA CASA BIANCA
Primo studio per un spettacolo di e con Armando Iovino
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Ma non lascierò per questo di avertirvi che dovete pensare di essere nella regalissima città di Napoli, vicino al seggio di Nilo. Questa casa che vedete qua formata, per questa notte servirrà per certi barri, furbi e marioli, guardatevi, pur voi, che non vi faccian vedovi di qualche cosa che portate adosso: qua costoro stenderranno le sue rete, e zara a chi tocca
Giordano Bruno

 

La casa bianca è il racconto di una storia familiare, di rapporti umani che nel tempo si sono avvelenati, e di quel veleno, l’altro, quello vero, che ha devastato irrimediabilmente le terre più fertili almeno per la mia e le prossime generazioni.

Sono nato e cresciuto in un piccolo paesino nella provincia di Napoli. Anonimo e senza nessuna grande storia alle spalle. Come le nostre vite di adolescenti, trascorse a rincorrere un pallone e ad essere bravi a stare dalla parte giusta, quella del più forte. Circondati da terre fertili e silenziose, ideali per chi doveva nascondersi, il nostro paese era la casa di importanti boss della camorra, ai quali era concesso un silenzio condiviso in cambio di una legalità che lo stato non poteva garantirci. Niente droga, niente furti, niente di niente, solo silenzio appunto. Che non fa una colpa, fino a prova contraria. Un giorno uno di questi capi viene arrestato e la casa che lo ospitava non era una casa qualunque ma quella di una persona a me molto vicina. La mia vita e quella della mia famiglia viene travolta da uno scandalo che ne minerà nelle fondamenta quell’immagine di rispettabilità costruita nel tempo e di cui tutti noi andavamo fieri.

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Il mio racconto parte da qui, da questo episodio che ha scoperchiato di fatto una rete di relazioni familiari malsane, una cieca ambizione personale, una profonda incapacità nell’accettare la propria condizione a discapito dell’altro. Nessun antidoto ci ha salvato. Un veleno che lentamente si è insinuato nei nostri corpi e nelle nostre anime. Che ci ha lasciati soli, divisi, gli uni contro gli altri.

Oggi la cronaca ci riporta quotidianamente notizie di terre scavate sotto le quali vengono ritrovati rifiuti tossici di ogni tipo. Terre fertili, come in nessun’altra parte del mondo, orgoglio di un popolo contadino che ne aveva fatto la sua ricchezza, diventate enormi buchi neri avvelenati irrimediabilmente, almeno per la mia e le prossime generazioni.

Due fatti che apparentemente non hanno nulla in comune, se non i luoghi degli avvenimenti, ma che nascondano in realtà una relazione più profonda di quello che si può immaginare. Il mio bisogno di voler raccontare, per meglio comprendere, per contrastare la mia natura di uomo silente e superficiale, figlio di quelle terre, sta proprio lì, in mezzo a quel fuoco dell’ambizione che ci ha spinti tutti a voler essere migliori di quello che eravamo, a snaturarci pur di essere riconosciuti ed apprezzati, a rinnegare le nostre “umili” origini fino al punto da considerare quelle terre prive di valore. Meglio venderle, farle diventare un pozzo senza fondo, tanto basterà coprirle. Poco importa se a morire saranno gli altri, ancor di più se a morire saremo noi stessi.

Armando Iovino

 

La Casa Bianca
uno spettacolo di e con Armando Iovino
regia Marta Gilmore
produzione Isola Teatro
anno 2017