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Press kit

Aggeo Savioli

(…)Sia lode allora a chi avrà proposto e sostenuto questa piccola ma significativa impresa, che arreca una nota di merito su un inizio della stagione di prosa piuttosto magro di novità. E si valuti quanto è giusto il vigore degli attori, Oscar De Summa e Armando Iovino, ben guidati dalla oculata regia di Marta Gilmore che firma anche la traduzione italiana del testo.

Aggeo Savioli L’Unità - 27 gennaio 2007Lettera 22
Franco Cordelli

Non posso non citare la bella soluzione della regista Gilmore di far uscire correndo intorno alla pedana-isola i due prigionieri. Corrono in tondo, compiono sempre lo stesso percorso. Ma, appunto, corrono, sono liberi, sono felici.

Franco CordelliCorriere della Sera - 1 febbraio 2007
Daniela Pandolfi

La regia non poteva avere tocco più leggero e attento, affine alla sensibilità del testo e alla sua determinazione di “canto libero”. La scelta dei tempi, delle musiche, dei giochi rappresentativi inventati con duttile semplicità mista a gaiezza, costringono sullo sfondo e inibiscono caparbiamente il dolore, che non è escluso, ma eluso. Un gioco di sacrosanta coscienza storica che diventa un convinto, sereno “vade retro” nei confronti dei soprusi del potere. Oscar De Summa e Armando Iovino sono così bravi che trasmettono un’anima “nera” con dolcezza e carattere impensabili in giovanotti occidentali. E fa piacere, lasciando la sala, intravedere nello sguardo e nel sorriso di Marta Gilmore tutte le qualità di delicatezza e speranza percepite nel suo lavoro. Da ultimo, va detto che anche la prospettiva che lo spettacolo apra la rassegna di teatro organizzata presso la sezione femminile del carcere di Rebibbia ci sembra un indovinatissimo proposito: il modo migliore di auspicare, come Calvino, quel “cercare e saper riconoscere chi e cosa in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”.

Daniela PandolfiDramma.it - febbraio 2007
Monica Mazzitelli

Non era facile lavorare su questo testo di Fugard, il drammaturgo sudafricano autore del romanzo “Tsotsi”, premiato dall’Oscar come miglior film straniero del 2006. L’emotività claustrofobica che sprigiona dalla situazione dei due protagonisti avrebbe potuto alla fine diventare piatta, richiedere troppo allo spettatore. Ma l’ottima messa in scena della regista (e traduttrice) dell’opera, Marta Gilmore, unita alla bravura raramente sopra le righe dei due protagonisti – Oscar De Summa e Armando Iovino – riesce a sfruttare ogni sfumatura del testo, dal tragico al comico.

Monica MazzitelliOFF, Quotidiano di Spettacolo
Marco Bellizi

“I due interpreti, Oscar De Summa e Armando Iovino, sanno riempire la scena con energia e vivacità, alternando toni e atmosfere sempre nel segno di un fresco racconto, grazie anche alla femminile leggerezza della regia di Marta Gilmore”.

Marco BelliziL’Osservatore Romano
Alessandra Cava

“Sincera è infatti la messa in scena de L’isola diretta da Marta Gilmore, sincera nella semplicità dei mezzi espressivi, sincera nei gesti e nei toni degli attori, sincera negli intenti. (…)Basta una coperta utilizzata come sipario e alcuni oggetti riadattati: la magia del teatro si ritaglia un angolo di libertà nel luogo dove la libertà è stata cancellata. Il sogno del prigioniero di Montale, che inventa «iridi su orizzonti di ragnateli / e petali sui tralicci delle inferriate» pare qui trovare la sua migliore concretizzazione.

Alessandra Cavawww.teatriinvisibili.splinder.com - 29/09/08
Sergio Lo Gatto

“(…) De Summa è potente nella sua presenza virile quanto Iovino lo è nella sua ombra di femminilità repressa. Tra i due personaggi vive un rapporto sanguigno creato davvero alla perfezione. Le loro risate e i loro abbracci, esplosi sotto l’ambra del piazzato di scena, sono un caldo benvenuto alla partecipazione. Iovino/Winston comanda la scena nella fantasiosa descrizione dell’arrivo della libertà di De Summa/John, mentre quest’ultimo offre una luminosità rara nel costruire il personaggio forte, con cuore grande e mani forti. Stupisce, come stupiva ne “La strada ferrata”, la capacità di Marta Gilmore di lavorare con lo schema a dialogo, il suo gusto per il racconto partecipato, il suo montare movimenti stretti eppure ariosi. Uno spettacolo davvero interessante.”

Sergio Lo Gattoda klpteatro.ithttp://www.klpteatro.it/eventi/112-endgame/index.php? option=com_content&view=article&id=1325:isola-fugard-kani-ntshona-recensione&catid=92:2010&Itemid=140