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Perimetri, Partiture, Ri-Scritture #SassoliniArgot

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PERIMETRI, PARTITURE, RI-SCRITTURE
settimana di spettacoli, formazione, condivisioni
TEATRO ARGOT STUDIO  28 FEBBRAIO – 5 MARZO ‘17

martagRiflessione introduttiva

Insieme ai miei compagni di viaggio mi sono a lungo interrogata sulla natura e sulle forme di scrittura partorite dalla scena e per la scena, sui processi creativi, collettivi e individuali, ad essi connessi, nonché sulla relazione fra i soggetti coinvolti in questi processi: autor*, interpret*, regist*, secondo la definizione abituale, funzioni o ruoli a volte assimilati in un’unica persona, a volte invece distribuiti fra i membri di una collettività che tenta di darsi delle regole, dei perimetri entro cui delimitare infinite possibilità, pur in un approccio fondamentalmente aperto e condiviso.

Essendomi interessata da sempre alla scrittura teatrale in ogni suo aspetto, avendo negli anni letto e tradotto testi teatrali stranieri, tentando di contribuire alla loro circuitazione, avendo poi dedicato anni di crescita professionale e umana alla formazione e alla pedagogia teatrale, attraverso la riscrittura dei testi classici con gruppi di bambini e adolescenti, ho sempre ritenuto la scrittura un’azione declinabile in mille modi e inteso la drammaturgia come un ordito, una rete di senso e di connessioni, che può essere del corpo, dello spazio, o della parola, tanto per iniziare.

In questo senso, ho sempre provato una certa difficoltà nei confronti di quella che mi appare quasi come una divisione ideologica nell’ambiente teatrale nostrano, che sembra chiedere di prendere posizione: dalla parte del testo come copione, come scrittura tradizionalmente intesa, ad opera del drammaturgo, figura a parte rispetto alla compagnia; o viceversa dalla parte del canovaccio improvvisato, della drammaturgia scenica come assemblaggio più o meno articolato di materiali prodotti in sala prove a partire da un tema o da una fonte.

Incapace come sono di schierarmi in questa dicotomia, muovendoci noi tra l’uno e l’altro polo di questi estremi, non ci rimane che anelare in ogni caso ad un rigore nella relazione con qualsiasi testo – inteso come partitura verbale, fisica, visiva, spaziale o musicale – pur nel tentativo di ri-attualizzarlo ogni volta, nell’improvvisazione testuale come nel semplice stare nel momento, nella costruzione e de-costruzione di uno spazio, come di un’immagine o di una composizione. Si affianca a questo rigore una duttilità nel riconoscere genesi e nature differenti a testi differenti, che in un caso ci si presentano come un gigantesco contenitore di tematiche, echi, conflitti, un bacino inesauribile di ri-scritture, e in un altro ci sembrano chiedere, per ora, di essere detti come sono scritti, affidando ad altre sfere del linguaggio scenico quella libertà espressiva che andiamo sempre cercando; e infine un rispetto incondizionato verso la creatività personale, lo sguardo soggettivo di ogni persona coinvolta nell’atto teatrale. Attor* che non sono e non possono essere semplici esecutori di un disegno altrui, regist* che non diventano demiurg* né tanto meno dittatori, autor* sebbene immens* o innarrivabil*, nei confronti dei quali continuare a ricercare un punto di incontro con una poetica personale.

Partendo in primo luogo dalla consapevolezza che la definizione stessa di drammaturgia di scena ci appare come limitante, in primis perché non esportabile, non traducibile, se non con altre definizioni, anch’esse parziali quali l’inglese devising theatre (che è un’altra cosa ancora), come collettivo Isola Teatro tentiamo da tempo di affinare il nostro approccio a questo tipo di scrittura per il teatro, trattandola come un linguaggio raffinato e complesso, che trae ispirazione da una molteplicità di forme artistiche contemporanee: dall’arte visiva, alla musica, alla danza. In questo viaggio non mancano gli incontri con drammaturgh* di spessore, quasi pedagoghi della scrittura, quali Caryl Churchil, autrice tradizionalmente intesa ma capace di rimettere in discussione ogni volta dall’interno le forme del teatro stesso, o Marco Martinelli, con cui ho giocato/sudato la partita di Arrevuoto a Scampia (insieme ad altri fantastici compagni di viaggio, fra il Teatro delle Albe, le guide napoletane e il gruppo di Punta Corsara) allenandomi ad un rapporto vitale con i testi classici nell’incontro con le urgenze furiose dell’oggi.

Oggi, come Isola Teatro avvertiamo sempre di più l’esigenza di condividere, sviluppare, interrogare questa ricerca drammaturgica collettiva. Parallelamente, in un collettivo che ha come tensione etica e artistica la propria mobilità, apertura e orizzontalità, necessitiamo di affermare questa natura plurale condividendo percorsi nati da ciascuno di noi, soggetti creatori di questo collettivo, oggi come ieri. Per questo, per gli attraversamenti che ci sono stati, per la ricchezza e la bellezza dell’incontro, per praticare la pluralità di sguardi e linguaggi, oltre che dichiararla in teoria, proponiamo una settimana di spettacoli, incontri, formazione sulla relazione fra scrittura e messa in scena, così come noi la conosciamo e l’abbiamo praticata: a partire dai segni che ciascuno di noi ha lasciato sulla carta o sul pavimento di una sala prove, di una piazza, di un spazio occupato, di un teatro.

Marta Gilmore – Isola Teatro, luglio 2016


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PROGRAMMA

Martedì 28 Febbraio e Mercoledì 1 Marzo

ore20:30
LA CASA BIANCA  di e con Armando Iovino
regia Marta Gilmore

ore 21:00
LA VITA DAVANTI  di e con Tony Allotta
guarda il trailer

Giovedì 2 Marzo

ore 14:30 (presso Monte dei Cocci)
PASOLINI E MONTE TESTACCIO – COME CANI SENZA PADRONE
a cura di Tony Allotta, Irene Ranaldi e Giorgia Frisardi

ore 20:30
UMMONTE  (menzione premio scenario 2013)
di e con Elisa Porciatti

Venerdì 3 e Sabato 4 Marzo
ore 20:30
FRIENDLY FEUER (una polifonia europea)
con Eva Allenbach, Tony Allotta, Marta Gilmore, Armando Iovino, Vincenzo Nappi
regia e drammaturgia Marta Gilmore (sulla base di una scrittura collettiva)
guarda il teaser

Domenica 5 Marzo
ore 17:30 (ingresso libero)
BEI SOLDI di CARYL CHURCHILL – Condivisione di un percorso di formazione

a seguire (ingresso libero)
“NON NORMALE, NON RASSICURANTE – IL TEATRO DI CARYL CHURCHILL”
a cura di PAOLA BONO – chiacchierata con aperitivo

PER INFO & PRENOTAZIONI: clicca qui -> BIGLIETTERIA TEATRO ARGOT STUDIO
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